<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" ><generator uri="https://jekyllrb.com/" version="4.3.3">Jekyll</generator><link href="https://morloi.socialini.it/feed.xml" rel="self" type="application/atom+xml" /><link href="https://morloi.socialini.it/" rel="alternate" type="text/html" /><updated>2025-11-23T17:17:09+00:00</updated><id>https://morloi.socialini.it/feed.xml</id><title type="html">Socialini - Un esperimento pedagogico!</title><subtitle>un progetto di autoeducazione e autoformazione all&apos;uso critico degli strumenti online</subtitle><entry><title type="html">Socialini nelle scuole: il primo laboratorio di educazione al digitale</title><link href="https://morloi.socialini.it/laboratori/socialini-a-scuola/" rel="alternate" type="text/html" title="Socialini nelle scuole: il primo laboratorio di educazione al digitale" /><published>2025-11-23T03:59:17+00:00</published><updated>2025-11-23T03:59:17+00:00</updated><id>https://morloi.socialini.it/laboratori/socialini-a-scuola</id><content type="html" xml:base="https://morloi.socialini.it/laboratori/socialini-a-scuola/"><![CDATA[<p>Come Socialini abbiamo avviato una collaborazione con l’associazione <a href="https://www.pigreco-semi.org/">PiGreco - Semi di Intercultura</a> di Faenza, che ci ha permesso di realizzare il primo <strong>laboratorio di educazione al digitale con una terza secondaria di primo grado</strong> dell’Istituto comprensivo Carchidio-Strocchi (Faenza), all’interno del progetto europeo <a href="https://www.getthenet.eu/">Get The Net 2025</a>, che punta a coinvolgere i più giovani nella partecipazione alla vita democratica.</p>

<p><img src="/assets/images/socialini001.jpg" alt="Kzk, Morloi e Kenobit all'opera in classe" />
Il laboratorio è stato strutturato in <strong>tre incontri di due ore</strong>, uno ogni due settimane. Siamo partiti con l’idea di <strong>costruire insieme alle ragazze e ai ragazzi un percorso di consapevolezza sull’uso delle tecnologie digitali</strong>, da un lato condividendo con loro il nostro bagaglio di esperienze e competenze sul digitale, dall’altro partendo dai loro bisogni e dalle loro conoscenze per elaborare una riflessione comune, toccando i punti che a loro sembravano più importanti e interessanti.</p>

<p>Nel laboratorio abbiamo mescolato brevi elementi di lezione frontale (costruiti in modo da facilitare l’interazione e il dialogo), attività in piccoli gruppi, attività individuali e momenti di discussione collettiva.</p>

<p>Il laboratorio è stato strutturato su tre incontri di due ore l’uno perché quello era il tempo che avevamo a disposizione. È possibile costruire laboratori più lunghi e articolati, modulando argomenti, approfondimenti e attività in base alle necessità del personale docente e delle classi, con l’opzione di creare insieme un socialino di classe.</p>

<p>Quello che segue è un resoconto del primo laboratorio realizzato.</p>

<h2 id="primo-incontro">Primo incontro</h2>

<p>In questo incontro iniziale abbiamo parlato del <strong>bisogno umano di comunicare e di essere in relazione con le altre persone</strong> e di come questo si sia <strong>da sempre intrecciato con diverse tecniche e tecnologie</strong> che consentivano e consentono di esprimersi, dalle pitture rupestri ai social media commerciali (presentazione dialogica).
<img src="/assets/images/socialini004.jpg" alt="Qualche spiegazione durante i lavori di gruppo" /></p>

<p>Abbiamo poi chiesto a ragazze e ragazzi di lavorare a piccoli gruppi per <strong>raccontarci come, secondo loro, funziona un social media</strong> (disegnandolo su un cartellone). Le presentazioni dei lavori dei gruppi sono stati l’occasione per rispondere alle domande, fugare qualche dubbio e capire meglio, insieme, quali sono i vari elementi (in particolare quelli nascosti alla vista) del funzionamento delle tecnologie digitali.</p>

<p>Alla fine dell’incontro abbiamo chiesto, come “compito” per il successivo incontro, di <strong>immaginare poeticamente “il social media del futuro”</strong>.</p>

<h2 id="secondo-incontro">Secondo incontro</h2>

<p>Per iniziare il secondo incontro abbiamo raccolto i loro testi sul social media del futuro, li abbiamo letti ad alta voce, sottolineando gli elementi comuni e quelli invece più diversi/distanti tra loro.</p>

<p>Abbiamo proposto poi una riflessione sullo <strong>schermo come tecnologia che opera una selezione del reale</strong> e, allo stesso tempo, può servire <strong>come riparo, per nascondersi</strong> (presentazione dialogica). Per rendere più concreta questa parte più teorica, abbiamo proposto il “<strong>gioco dello schermo</strong>”. Grazie a un finto smartphone, molto grande, a turno due volontari/e interagivano da un lato e dall’altro, impersonando una breve scenetta in cui lo/a studente dietro lo schermo doveva fingere di pubblicare un contenuto, scrivendo le ragioni per cui lo pubblicava e l’altro/a, davanti allo schermo, doveva commentare quel contenuto. Lo schermo veniva poi aperto e i/le due dovevano leggere quello che avevano scritto, trovandosi però faccia a faccia.</p>

<p>Per chiudere, abbiamo chiesto a ragazze e ragazzi di scrivere <strong>cosa li fa stare bene nell’uso di smartphone e social e cosa invece li fa stare male</strong> su un foglietto da portare all’incontro successivo.</p>

<h2 id="terzo-incontro">Terzo incontro</h2>

<p>Abbiamo raccolto i fogliettini (anonimi) e li abbiamo letti noi in classe, raggruppando i temi che emergevano in macro-aree, insieme alle ragazze e ai ragazzi, approfondendo i vari spunti in una <strong>discussione collettiva</strong> sugli effetti positivi e negativi di smartphone e social media, a partire dal loro vissuto.</p>

<p><img src="/assets/images/socialini003.jpg" alt="I feedback dei ragazzi!" /></p>

<p>Abbiamo poi proposto alla classe di dividersi in gruppi e <strong>progettare un social media o un’app</strong>, in modo semplice, su un cartellone, cercando di rispondere ad alcune domande che servivano da guida: a cosa serve e a che esigenze risponde? Ce n’è davvero bisogno e perché? Come si possono limitare le eventuali conseguenze negative e aiutare chi può esserne colpito? Le presentazioni dei lavori sono state l’occasione per discutere insieme della complessità del mondo digitale, dei problemi che possono insorgere e della difficoltà nel gestirli.</p>

<p>Abbiamo poi chiuso con una breve <strong>presentazione del fediverso</strong>, per mostrare che esistono alternative ai social media commerciali, che partono dalle piccole comunità e dai loro bisogni, senza pubblicità, senza algoritmi e senza interessi economici.</p>

<h2 id="un-piccolo-bilancio">Un piccolo bilancio</h2>

<p>È stato davvero un piacere condurre questo laboratorio, confrontarsi con ragazze e ragazzi e costruire insieme una riflessione, dando loro alcuni spunti critici più approfonditi rispetto a quelli che già avevano. La classe ha risposto con <strong>entusiasmo e partecipazione</strong> a tutte le attività che avevamo proposto e <strong>la discussione è sempre stata partecipata e ricca</strong>, tanto da farci in alcuni casi rinunciare ad altre attività che avevamo messo in programma per lasciare spazio al confronto e alla riflessione condivisa.</p>

<p>Ringraziamo le ragazze e i ragazzi, le professoresse e Tommaso Ortolani di Pi-Greco - Semi di intercultura per aver reso possibile questo laboratorio.</p>]]></content><author><name></name></author><category term="laboratori" /><category term="internet" /><category term="fediverso" /><category term="scuola" /><category term="formazione" /><summary type="html"><![CDATA[Come Socialini abbiamo avviato una collaborazione con l’associazione PiGreco - Semi di Intercultura di Faenza, che ci ha permesso di realizzare il primo laboratorio di educazione al digitale con una terza secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo Carchidio-Strocchi (Faenza), all’interno del progetto europeo Get The Net 2025, che punta a coinvolgere i più giovani nella partecipazione alla vita democratica.]]></summary></entry></feed>